Il contesto
Pittabella Original Pizza stava preparando una serata speciale dedicata alla pop art. Il menu non poteva sembrare un elemento estraneo: doveva partecipare all'identità dell'evento.
Per una serata dedicata alle opere pop, anche il menu doveva entrare nell'esperienza: immediato da usare, riconoscibile sul tavolo, coerente con ciò che accadeva intorno.
Dentro il progettoPittabella Original Pizza stava preparando una serata speciale dedicata alla pop art. Il menu non poteva sembrare un elemento estraneo: doveva partecipare all'identità dell'evento.
Unire due esigenze diverse senza sacrificarne nessuna. Da una parte la rapidità del QR code; dall'altra un oggetto grafico capace di restare sul tavolo con personalità, senza competere con le opere esposte.
Il linguaggio della pop art diventa struttura: colori saturi, forme nette e tipografia diretta. Il QR code non viene aggiunto alla fine, ma progettato come centro funzionale della composizione. Il risultato mantiene il menu leggibile e lo rende parte della serata.
Il progetto Liturgy of Pop nasce da un percorso curatoriale sviluppato da Marika Mazzeo e Giuseppe Antonio Bagnato con l'intervento artistico di Giuseppe Samuele Vasile. Proseguendo la ricerca sulle Avanguardie storiche e sui movimenti artistici del Novecento, l'evento si è sviluppato attorno al concetto di Pop Art, nata inizialmente in Inghilterra e successivamente diffusasi ampiamente negli Stati Uniti. Quale location migliore, allora, di una Pizzeria Pop? Nella società contemporanea, come profetizzato da Andy Warhol, il pubblico smette di osservare le opere per diventarne consumatore. Ecco allora che le pizze, vere e proprie opere d'arte contemporanea, si trasformano in cibo d'artista, elementi assorbiti da un sistema capitalista che non risparmia alcun soggetto. Le grafiche, il font e la presenza digitale curati da Rosario Medaglia, riassumono il concetto stesso di Pop Art attraverso colori acidi, ammiccanti e scritte persuasive, capaci di ingannare la mente del consumatore in una vera e propria "liturgia pop".
Il QR code collega il supporto stampato al menu digitale senza interrompere l'identità visiva della serata.
Ogni scelta grafica sostiene l'uso reale: farsi notare sul tavolo, orientare lo sguardo e portare al menu senza spiegazioni.
Il progetto dimostra che anche un elemento piccolo può cambiare la percezione complessiva di un evento. Non serviva aggiungere complessità: serviva far lavorare insieme contesto, grafica e tecnologia.
Il menu è diventato un punto di contatto tra il locale, le opere e le persone presenti, mantenendo il gesto più importante semplice: scansionare e scegliere.